lettera a Papa Francesco
Benvenuto Francesco.
La tua scesa al soglio di Pietro è una gran bella novità, per un miliardo di motivi e l’impatto che hai avuto su di me – non cattolico per scelta ponderata (forse solo un po’ condizionata dal mio essere romano), ma cristiano convinto – è stato notevole. Sia da un punto di vista personale che professionale. Mi spiego:
- la scelta di un Papa argentino, sudamericano è evidentemente una scelta politica da parte del Conclave, che era già stato tentato nello scorso 2005, quando cedette solo alla figura di Ratzinger, fedele collaboratore e guardiano della dottrina ecclesiastica del papato appena concluso, quello di Giovanni Paolo II. Il Sudamerica rappresenta il serbatoio per eccellenza per la dottrina cattolica, essendo un continente totalmente fedele al Vaticano, nonostante il rampantismo delle sette religiose e dell’Islam: questa riserva gigantesca sta subendo tuttavia l’effetto della globalizzazione materiale del pianeta e perde consensi, anno dopo anno. La tua nomina è quindi simbolicamente importante per rinsaldare gli argini di un intero continente, che hai reso felice, orgoglioso, unito più che mai in passato. Raul Castro è stato tra i primi a farti giungere il suo augurio, che credo sentito (quantomeno più di quello della Kirkner stessa) cogliendo la portata unificatrice della tua elezione. Tuttavia non posso non notare che la tua origine, che tanto ha in comune con la nostra cultura, assume un’importanza più ampia, de-regionalizzando una Chiesa che è oramai globale con i suoi miliardi di fedeli. Un processo già iniziato con Giovanni Paolo II e poi con Ratzinger, che credo sia inarrestabile per la sopravvivenza stessa della Chiesa Cattolica, ricordandolo quindi a tutti gli italiani che, nonostante tutto, continuano a vedere il Vaticano come una faccenda semi-privata.
- scegliere il nome di Francesco è stato geniale! Quanti messaggi contiene quella scelta, quel nome che tanto è caro a tutti i cristiani e che nessun Papa aveva mai avuto il coraggio di scegliere. San Francesco d’Assisi, il frate che aveva rinunciato alle sue ricchezze per la povertà, che entrava in simbiosi con il creato e viveva della carità dei fedeli, predicando loro amore per tutti e tutto perchè frutto della mano di Dio. Tuttavia San Francesco è stato anche il laico che, fattosi frate, scosse la Chiesa fin dalle fondamenta, portando un colpo durissimo alla curia corrotta di quel tempo, che faticava a obbedire al sesto e settimo comandamento (“non rubare” e “non commettere atti impuri”). Francesco da Assisi fu un esempio difficile da seguire, un aiuto straordinario per i poveri e un pericolo per il male che pervadeva la Curia ai suoi tempi, come immagino tu voglia fare adesso, per contrastare la crisi della fede negli uomini, che è generata dal modello cinicamente materiale del potere temporale. Essendo un esperto di comunicazione da oltre venti anni, noto anche che la tua scelta di chiamarti Francesco implica che il nome con cui verrai chiamato non avrà numeri che lo seguono: nessun Papa lo ha scelto, quindi sarai per tutti Papa Francesco, non il secondo o il terzo: Francesco e basta. Questo crea già adesso un immediato senso di familiarità, di simpatia in tutti: geniale! La sensazione che ho senza che tu abbia detto niente, è che la Chiesa su sia scelta un altro Papa carismatico e comunicatore.
- Applausi poi a scena aperta per i tuoi gesti e le tue parole, semplici ma straordinariamente efficaci per lasciar intravedere la tua visione della Chiesa. Le battute e i sorrisi dopo la commozione evidente con i tuoi occhi sbarrati davanti alla folla che da ore ti aspettava sotto a pioggia battente, sono già tanto perchè hanno rotto il ghiaccio, svelando la simpatia che emana la tua figura, ma pregare per Benedetto XVI assieme alla folla, dichiarando così la continuità della dottrina e chiedere la benedizione del mondo tramite la gente che era nella piazza, stabilendo così un contatto diretto e partecipato con la gente di tutto il pianeta collegato in direttissima televisiva, sono da esperto comunicatore.
- scherzando, si potrebbe anche dire che sei un Papa nero. Non per trovare letture della profezia di Malachia, ma perchè il capo dei Gesuiti veniva chiamato il Papa Nero (un vecchio adagio diceva: “ai Gesuiti un Papa Nero, alla Chiesa un Papa vero”). E’ ance la prima volta che viene eletto un Gesuita al Soglio di Pietro e da sempre i Gesuiti sono la dottrina della Chiesa con le loro scuole, in tutto il mondo e tanto di più nei paesi Latino Americani e di lingua spagnola a predicare la dottrina di Ignazio da Loyola. Negli ultimi, tanti, troppi anni siete stati la “sinistra” della Chiesa, preda dell’affaristico Opus Dei e delle sue derivazioni dirette e indirette come i Legionari di Cristo: vere e proprie sette finanziarie, fortemente discutibili da un punto di vista etico. Ecco: su questo Francesco ha già colpito, e immagino che i mercanti nel tempio si sentano gli occhi addosso.
- questa crisi finanziaria sta strangolando la povera Europa. Il problema è diverso da quello del Sudamerica dove la povertà è atavica, ma i Paesi stanno crescendo, hanno preso possesso delle proprie ricchezze naturali e le loro economie crescono sopra il 3% l’anno. Qui da noi la povertà era stata combattuta con efficacia e adesso la sentono tutti con estrema violenza. Difendili davvero i poveri, Francesco, in tutto il mondo. Aiuta a debellare la piaga della finanza e del capitalismo selvaggio che sta distruggendo la nostra civiltà.
Come ultima cosa ti voglio fare una preghiera. Riguarda il nostro paese, l’Italia: la tua elezione ha già detto che cambiare si può per gli uomini di buona volontà, anche quando sembra impossibile. Spiegalo ai nostri amministratori, Francesco, perchè la terra in cui la Chiesa ha messo le sue radici sin dai tempi dei martiri non debba finire nell’oblio della storia.
Agricultural Terraces of the Incas via Amusing Planet
One of the most visually stunning Inca ruins is at Moray, an archaeological site in Peru approximately 50 km northwest of Cuzco and just west of the village of Maras. In a large bowl-like depression, is constructed a series of concentric terraces that looks like an ancient Greek amphitheater. The largest of these terraces are at the center – they are enormous in size, and descend to a depth of approximately 150 meter, leading to a circular bottom so well drained that it never completely floods, no matter how plentiful the rain.
The concentric terraces are split by multiple staircases that extend upward like spokes of a wheel and enable people to walk from the top to the bottom of the bowl. Six more terraces, in connected ellipses rather than perfect circles, surround the concentric heart of Moray, and eight terraced steps that cover only a fraction of the perimeter overlook the site. The purpose of these depressions is uncertain, but the most widely agreed theory is they used to serve as ‘agricultural research station’.
(via 3nding)
Fonte: ryanpanos
I fascisti non sono esseri umani. Un serpente e’ più umano di un fascista.
(via curiositasmundi)
Fonte: tattoodoll
Poche idee, ma confuse.: Il Presidente Nazionale ANPI sulla recente dichiarazione pro-fascismo dell'On. Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera...
“A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei “grillini” in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del “fascismo buono”, sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica. Sarei…
Fonte: apurplelittlelady
the Italian revolution
Dear International friends of Italy,
it is not easy to understand what is happening in this Country after the political elections. I fully appreciate the fact that we are part of a bigger entity like Europe, which is also part of a larger globalised world economy but I would encourage you to watch closely the Italian political laboratory instead of taking the easier highway of irony and blame for what looks like a non governable democracy. Let me try to explain the rationale behind my advice:
- Italy is tainted by several unsustainable aspects for a modern democracy, amongst which corruption, a gigantic tax evasion, lack of vision for a modern industrial development, no regulation for conflict of interests in business like in politics, the highest cost of politics in the whole world and a central debt that obliges us to pay billions of euros in interests instead of investing in the future of our Country. The reasons for that are tied to port world war II history, but in the new globalised world, any of these issues are not acceptable.
- Our political class has been preserving power for individual (or party) sake instead of looking at what the Country needed to continue running the world’s seventh largest economy. For many years we have forced by democracy to witness the disaster of Mr.Berlusconi’s governments, in line with President Bush, Putin, Gaddafi and the global liberist financial philosophy. Funds for schools, universities, research centers and hospitals have been pillaged as well as any other social institution, including courts of justice where Berlusconi was often called to respond to the many claims of illegal practices, from corruption, tax evasion, mafia and illegal sex with minors. Obviously nothing has been done to face the structural problems of our democracy.
- Since the beginning of the present financial crisis (generated in the USA by the above mentioned liberist mentality in managing finance), the Italians have been depraved of social rights and taxed to the actual unbearable limit (obviously excluding the evading 40% of the population!), while politicians have been increasing wages for themselves and the political parties they represented, stealing public funds and engaging in many illegal activities without even the trouble of being investigated, taking advantage of a an absurd law that claims that justice have no jurisdiction over politics, unless authorized by the Parliament.
- Banks and financial institutions have been “saved” (until the next crisis…) with public funds to ensure they were not collapsing under the pressure of their mismanagents, but unemployment has raised dramatically reaching a peak 38% amongst the young people desperately trying to get a job that is not available in a blocked system like ours and are forced to emigrate. Families cannot make it to the end of the months with decreasing buying power and increasing unemployment, small industry strives to survive the globalised economy and are closing (every month we have 1000 companies shutting down) or forced to let employee go. At the same time, tax evasion has been slightly cut but many tax privileges have been extended to political parties, banks, unions and the Church.
What was the choice we really had? Accept the EU financial aid and take the same road where Greece was forced to go or try to change once for good the way we have been ruled. The present political asset of the Parliament may look like instability to a superficial view, but you should consider that the entire process of Movimento 5 Stelle has been done in full compliance with the democratic rules, and no violence has been used to put into practice this historically unprecedented people’s revolution.
We are taking back the power we have delegated for too much time to an inect and embarrassing political class. It may take some time, but we are now taking the problem by the roots and this has already changed our future. Using Goldman Sachs CEO’s words “we have an historical opportunity to change and innovate the way to rule a country”. Take a deeper look if you want to understand what is going on, as the way we have used may be the future of democracy, not only for Italy.
(via nonleggerlo)

Non era successo che una volta, 600 anni fa, che un Papa desse le dimissioni. Era toccato a Celestino V dimettersi per paura degli intrighi che si svolgevano attorno a lui (stando a quanto riporta la Storia), mentre altri 3 si dimisero perchè costretti: Giovanni XVIII nel 1009, Benedetto IX nel 1045 (questi poi si pentì della scelta e rientrò… in ufficio) e Gregorio XII nel 1400 a seguito del Concilio di Costanza. Adesso è stato Benedetto XVI a prendere tutti di sorpresa annunciando le sue dimissioni e annunciando un Conclave per eleggere il nuovo Papa a marzo.
Celestino V era un benedettino eremita, un filosofo, un uomo semplice chiamato al soglio di Pietro come scelta esterna (una sorta di pontificato tecnico se volete) per svincolare la Chiesa dalle lotte intestine tra guelfi e ghibellini era in corso una grave disputa tra gli Angiò, reali di Francia, e gli Aragona, reali di Spagna, per l’occupazione della Sicilia. Pietro da Morrone, questo era il vero nome di Celestino V era una figura ascetica, mistica e religiosissima, nota a tutti i regnanti d’Europa e tutti parlavano di lui con molto rispetto.La notizia dell’elezione gli fu recata da tre vescovi, nella grotta sui monti della Maiella, dove il monaco risiedeva. Sorpreso dall’inaspettata notizia, il monaco, forse anche intimorito dalla potenza della carica, inizialmente oppose un netto rifiuto che, successivamente, si trasformò in un’accettazione alquanto riluttante, avanzata certamente soltanto per dovere d’obbedienza. Tuttavia dopo solo 4 mesi dalla sua elezione… si dimise (“Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe [di questa plebe], al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onere e all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale.”).
Dante, non prese bene “il Gran Rifiuto” e la susseguente ascesa di Benedetto Caetani, noto al mondo come Bonifacio VIII, che tanto aveva influito sulla scelta delle dimissioni di Celestino V, mentre Petrarca riteneva che si dovesse considerare «…il suo operato come quello di uno spirito altissimo e libero, che non conosceva imposizioni, di uno spirito veramente divino”.
Questa la storia, ma perchè Papa Ratzinger si è dimesso lasciando tutti i poteri in mano al Cardinale Camerlengo, Tarcisio Bertone? Stando alla nota ufficiale perché sente “il peso dell’età”, ma non mi riesce facile crederci, perchè sarebbe un po’ come dire che si rinuncia al mandato ricevuto da Dio di guidare la Chiesa per andare in pensione. “Scusami Signore, ma sono stanco. Trovatene un altro.” Non ci posso credere: sarebbe una schiaffo gigantesco alla religione, un paragonare la Chiesa a un’azienda. Le motivazioni arriveranno di sicuro e forse qualcosa trasparirà nell’era di Vatileaks, ma forse è il caso di parlare un attimo dell’ispiratore, dell’unico non sorpreso da ìl gesto di Benedetto XVI: Tarcisio Bertone.
Ora che Benedetto XVI si è dimesso, l’uomo più potente di Santa Romana Chiesa si chiama Tarcisio Bertone. Il cardinale, infatti, non è solo Segretario di Stato del Vaticano, ma anche cardinale “camerlengo”. La figura che presiede la sala apostolica e che amministra i beni e i diritti temporali della Santa Sede quando quest’ultima è “vacante”. In caso di morte del papa, ovviamente, ma anche in caso di dimissioni. Sarà Bertone, dunque, a gestire in prima persona il periodo di transizione e qualcuno sostiene che abbia buone chance anche nella corsa al seggio di Pietro. Amico di Silvio Berlusconi e Gianni Letta (con cui ha creato un idillio durante l’ultimo governo del Cavaliere), Bertone è un vendicativo: negli ultimi anni gli attacchi dei nemici interni (che sono molti, dal cardinale Camillo Ruini al predecessore Angelo Sodano, passando per l’arcivescovo Giovanni Battista Re) sono stati respinti con durezza, e chi s’è permesso di fargli la fronda ha avuto la peggio. Carlo Maria Viganò, ex segretario del Governatorato della città del Vaticano tra i primi ad aver contestato la sua nomina, viene spedito come nunzio apostolico a Washington (sarà proprio una lettera di Viganò pubblicata sul “Fatto” a dare il là a Vatileaks) mentre ad altri contestatori va ancora peggio, e finiscono a vivere in Africa e Papuasia.
Benedetto, Benedetto XVI: in che mani ci stai lasciando?
Bersani scrive…
Leggo su Nuovo e Utile, un blog molto interessante, il commento dell’autrice a una mail elettorale di Bersani e non resisto alla tentazione di riportarvene uno stralcio incoraggiandovi a leggervi tutto il post. Condivido pienamente e (qualora qualcuno degli “esperti” di comunicazione del PD volesse prendere qualche lezioncina su come si fanno le cose) invito a guardare come il team di Obama ha raffinato i contenuti della campagna per la raccolta fondi negli USA…
È domenica mattina. Apro la mail e ci trovo un messaggio di Bersani. Beh, mi fa piacere che mi scriva, finalmente. Do una scorsa rapida. Poi, siccome ho un po’ di tempo, comincio a leggere riga per riga. E fra le righe.
Così, mi parte l’embolo della revisione. Qui sotto vedete il risultato.Cara elettrice, Caro elettore,
(dai, Bers, perché mi chiami “elettrice” in questa maniera così distaccata, come se fossi una sconosciuta-portatrice-di-voto qualsiasi, e non una che ha fatto due volte la fila al gelo per votare – e, per inciso, votarti – alle primarie, e ha zampettato nella neve per rivotare alle primarie regionali? E poi, benedetto uomo: perché mi metti una maiuscola dopo la virgola? E, qui sotto, di nuovo?)
Con le primarie abbiamo bucato il muro del silenzio
(ehi, è il muro del suono quello che si buca. Il muro del silenzio, di solito, si rompe: bucarlo non basta. Ma nelle metafore, si sa, ti capita di inciampare. Tranquillo: ti voglio bene lo stesso.)
che per anni aveva circondato le nostre iniziative.
(… quali anni? Quale muro del silenzio? Quali iniziative? Non capisco: mi stai dicendo che le primarie sono state un’ideona mediatica che ha procurato un sacco di share e non, come credevo, un grande, moderno, entusiasmante, vincente esperimento di democrazia partecipata? E mi stai dicendo che, prima delle primarie, nessuno ti si filava? Tu, il segretario del primo partito del paese? … su, dai, non fare così).(…)
Per il bene del Paese abbiamo sostenuto un governo di transizione. Lo abbiamo fatto lealmente e con trasparenza, anche se non tutto ciò che è stato fatto ci è piaciuto.
(ecco. Se tagliavi tutto il primo paragrafo e cominciavi da qui era meglio. Magari, guadagnando un paio di righe potevi perfino spiegare che cosa intendi dire scrivendo “non tutto ciò”.)
Sappiamo bene, perché noi democratici viviamo in mezzo alla realtà comune dei nostri concittadini, quale sia oggi la sofferenza, il disagio, la sfiducia.
(… “quali siano”: sono tre cose, il verbo va al plurale. E che vuol dire “viviamo in mezzo alla realtà comune”? Esiste una “realtà non comune”? E, accidenti, perché non usi verbi forti invece che blandi nomi, una volta tanto? Non un generico “c’è sofferenza”, ma: i cittadini soffrono. Temono il futuro. Sono sfiduciati. E – non dimentichiamolo – infuriati).
Conosciamo la realtà e non la nascondiamo dietro rappresentazioni di comodo. Ma conosciamo anche le energie positive che l’Italia può mobilitare per una riscossa.
(Bers, Bers, sempre a prendere le distanze e a mandare avanti i concetti astratti: l’eco di Bandiera rossami intenerisce, ma ammetterai che non è un gran guadagno passare da “avanti popolo” a “energie positive” che l’Italia può mobilitare per la “riscossa”: di nuovo, dalla concretezza sanguigna del popolo all’astrattezza delle energie. E no, accidenti, non “l’Italia”! Sei tu che le mobiliti. Forse, magari. Se ti concentri un po’.)(…)
Il 24 e 25 febbraio ci sarà la sfida alla quale ci stiamo preparando da tempo. La tua iniziativa personale
(Ma che iniziativa “personale”? Una campagna elettorale è un grande, entusiasmante sforzo collettivo a cui ciascuno contribuisce. E proprio a te devo ricordarlo? Insomma: prima ci voleva un “tu”. Qui invece ci vuole un grande, ecumenico, emozionante “noi”)
sarà il valore aggiunto
(che cosa c’entra questa gelida terminologia economicistica, “valore aggiunto” – sinonimo: plusvalore?)
che potremo portare nei giorni finali
(ah, vabbe’, nei giorni finali. Posso starmene a dormire ancora per un paio di settimane.)
della campagna elettorale.
Vediamo se riusciamo a perdere anche in queste cruciali elezioni, vista la “gioiosa macchina da guerra” del PD….
basta poco, volendo (via fb)
#iononvoto
Fonte: marikabortolami
Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori,
ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.
(A. Einstein)

